MEGAROOF: LA STORIA

EVOLUZIONE NEL TEMPO

Megaroof 1932 - Edar Srl

1932

Un'importante società Americana decide di industrializzare in California il sistema di copertura metallica in lastre aggraffate di piccole dimensioni (cm 60x120) con l’impiego di nastri di alluminio di grande lunghezza e un processo di formazione in continuo mantenendo il sistema di accoppiamento mediante aggraffatura meccanica e fissaggio interno non in vista.

Megaroof 1964 - Edar Srl

1964

Il sistema arriva in Europa attraverso una filiale europea del primo produttore americano apportando piccole modifiche dettate dalle moderne tecnologie di produzione dei componenti.

Megaroof 1989 - Edar Srl

1989

Si realizza in proprio un sistema che muovendo dai principi positivi del sistema americano ne elimina i difetti più evidenti. Uno di questi consisteva nella trasmissione dei carichi che gravano sulla copertura alla struttura (arcarecci) non direttamente ma attraverso staffe puntuali in alluminio, procedendo con un ribassamento del fondo delle lamiere nervate fino al livello degli arcarecci. Veniva realizzata, così facendo, una trasmissione dei carichi in modo lineare, modificando così il compito delle fragili staffe, da elementi di carico a funzione di semplice ancoraggio. Nasce la lastra Megaroof, una prima evoluzione sostanziale del sistema.

Megaroof 1995 - Edar Srl

1995

La seconda evoluzione comporta l’allargamento del profilo e l’inserimento degli irrigiditori trasversali alla pendenza.

Megaroof 2002 - Edar Srl

2002

Con il mutare delle condizioni climatiche e soprattutto con l'aumento di intensità dei fenomeni meteorologici avvenuti in questi ultimi anni abbiamo verificato un limite nella resistenza ai carichi ascendenti (depressione) ai quali si è fatto rimedio infittendo il numero delle staffe di fissaggio migliorando la resistenza del manto di copertura. Va evidenziato, comunque, che la resistenza delle lastre Megaroof va oltre le più severe normative vigenti, ma quest'ultime non tengono conto dei nuovi fenomeni atmosferici sempre più violenti di questi ultimi anni. Da un puntuale studio nasce la lastra EV dal profilo geometrico completamente ridisegnato e dalle caratteristiche meccaniche e dinamiche che consentono di triplicare la resistenza alla depressione. Prove Certificate di Laboratorio ne hanno testato la resistenza alla depressione fino a 4000 Nmq.